L’incontinenza urinaria da stress è una forma di perdita urinaria che compare soprattutto durante gli sforzi: un colpo di tosse, uno starnuto, una risata, una corsa, un salto, il sollevamento di un peso. In questi momenti aumenta la pressione all’interno dell’addome e il sistema che normalmente trattiene l’urina può non riuscire a compensare in modo efficace. Si tratta di una condizione frequente nelle donne e, proprio perché può incidere sulla vita quotidiana, merita di essere riconosciuta e compresa. Sapere come si manifesta, da cosa dipende e quali interventi possono aiutare è il primo passo per affrontarla in modo adeguato.
Incontinenza urinaria da stress: sintomi, cause e cosa fare
Indice
Introduzione
Block title
Block title
Block title
Incontinenza urinaria da stress: i sintomi più comuni
Tra i diversi sintomi dell’incontinenza urinaria, quelli della forma da stress si presentano in modo abbastanza riconoscibile. La perdita compare in concomitanza di un’attività o un movimento che aumenta la pressione sulla vescica, come tossire, starnutire, ridere, piegarsi, correre, salire le scale, fare ginnastica o sollevare un carico. In alcune donne si tratta di poche gocce, in altre di perdite più evidenti; spesso, almeno nelle fasi iniziali, il disturbo si presenta in modo intermittente e proprio per questo tende a essere sottovalutato.
Ci sono alcune differenze rispetto all’incontinenza da urgenza: in quest’ultima forma la perdita è preceduta da un bisogno improvviso e difficile da rimandare di andare in bagno, mentre nell’incontinenza urinaria da stress il problema non nasce tanto da uno stimolo pressante quanto da una tenuta insufficiente in situazioni specifiche. Le due condizioni, però, possono anche coesistere e in questi casi si parla di incontinenza mista.
Accanto alla perdita in sé, esistono poi tutti quelle conseguenze meno visibili che spesso incidono molto sulla qualità della vita: evitare alcuni movimenti, rinunciare a un’attività fisica, cambiare abitudini quando si esce, scegliere i vestiti in base alla sensazione di sicurezza, controllare sempre dove sia il bagno più vicino. Anche quando la quantità di urina persa è modesta, il disturbo può quindi pesare in modo concreto sul benessere quotidiano. Per questo, se le perdite si ripetono in situazioni precise e riconoscibili, non dovrebbero essere considerate inevitabili, ma portate all’attenzione del medico.
Le cause dell'incontinenza urinaria da stress
Alla base dell’incontinenza urinaria da stress c’è un meccanismo per cui la pressione all’interno della vescica supera, durante lo sforzo, la capacità dell’uretra di restare chiusa. Nella pratica, questo può accadere soprattutto per due motivi, che spesso si sovrappongono.
Il primo riguarda la perdita di sostegno delle strutture che supportano collo vescicale e uretra. Qui entra in gioco il pavimento pelvico, il complesso di muscoli e tessuti che sostiene vescica, utero e intestino. Quando questo sistema si indebolisce, l’uretra può diventare più mobile e meno stabile durante gli sforzi. In termini tecnici si parla di ipermobilità uretrale, cioè di una minore capacità dell’uretra di mantenere la posizione e la compressione necessarie quando aumenta la pressione addominale.
Il secondo meccanismo riguarda invece lo sfintere urinario, cioè il sistema muscolare che contribuisce a mantenere chiusa l’uretra. Se questo meccanismo è indebolito o danneggiato, la chiusura può risultare meno efficace anche per sforzi modesti.
I fattori che possono favorire questi cambiamenti sono numerosi. Tra i più importanti ci sono:
- gravidanza e parti vaginali
- menopausa
- obesità
- tosse cronica
- stitichezza persistente
- sforzi ripetuti
- interventi chirurgici pelvici
- prolasso degli organi pelvici
In alcuni casi, alla base dell’incontinenza possono esserci condizioni neurologiche o muscolari che indeboliscono il sistema di supporto.
Più che una singola causa, quindi, l’incontinenza urinaria da stress nasce spesso dall’accumularsi di fattori che, nel tempo, rendono meno efficiente il sistema di sostegno e di chiusura della vescica.
Cosa fare in caso di incontinenza urinaria da stress
Per individuare il giusto trattamento per l’incontinenza urinaria, è opportuno rivolgersi a uno specialista, che, tra le altre cose, individuerà il percorso più adatto in base alle caratteristiche del problema. Non tutte le perdite, infatti, sono uguali, di conseguenza non tutte richiedono lo stesso percorso.
Tra i principali rimedi per l’incontinenza urinaria va considerata la riabilitazione del pavimento pelvico, cioè un lavoro specifico sui muscoli che sostengono vescica e uretra. Si tratta di un intervento centrale soprattutto nelle donne con incontinenza da stress o mista, perché può migliorare la capacità di sostegno e di controllo nei momenti in cui la pressione addominale aumenta. In alcuni casi può essere utile anche il biofeedback, cioè un sistema che aiuta a capire se i muscoli vengono contratti correttamente durante l’esercizio.
Accanto a questo, può essere utile intervenire sui fattori di rischio modificabili: riduzione del peso corporeo quando necessario, controllo della tosse cronica, trattamento della stitichezza, attenzione agli sforzi ripetuti e al fumo. Le minzioni programmate, invece, risultano utili se alla perdita da stress si associa anche una componente di urgenza.
Anche la terapia farmacologica, in particolari situazioni, può essere presa in considerazione. Tra i farmaci impiegati per trattare l’incontinenza troviamo:
- la duloxetina;
- gli anticolinergici, se è presente anche una componente di urgenza;
- gli estrogeni locali vaginali, che possono risultare utili soprattutto nelle donne in menopausa.
Tra le opzioni di supporto meccanico, vi è il pessario vaginale. Si tratta di un dispositivo inserito in vagina che aiuta a sostenere le strutture pelviche e, in alcune donne, può contribuire a ridurre le perdite durante lo sforzo. Non è una soluzione da usare autonomamente: la misura e la forma vanno scelte con il professionista, e sono necessari controlli periodici. Può essere utile soprattutto quando si desidera una gestione conservativa o quando serve un supporto mentre si affrontano altri aspetti della cura.
Nei casi più complessi, o quando le misure conservative non sono sufficienti, può essere opportuno discutere anche della via chirurgica.
La protezione quotidiana in caso di incontinenza urinaria
Per la gestione quotidiana del sintomo restano poi importanti gli assorbenti per incontinenza, preferibilmente in cotone, che possono aiutare a sentirsi più sicure e asciutte mentre si indagano le cause e si cercano le possibili soluzioni. Anche in questo caso, però, non esiste un prodotto adatto a tutte: la scelta dell’assorbente per incontinenza più adatto dipende dal livello di perdita, dal tempo di utilizzo, dal bisogno di discrezione e dalla sensibilità della pelle. Anche il materiale conta: il cotone può risultare più adatto per le pelli delicate e, più in generale, contribuire a ridurre quella sensazione di umidità e disagio che, con il passare delle ore, tende a favorire fastidi e irritazioni.
La protezione è importante, ma funziona meglio quando si inserisce in un percorso che tenga conto anche dell’origine del problema e delle concrete possibilità di miglioramento.
Non perderti nessuna notizia
Seguici sui nostri canali social per rimanere sempre vicina al benessere delle donne
Fastidi intimi
Irritazioni da assorbente
Salute e prevenzione
Dolore alle ovaie: cause e rimedi
Ciclo mestruale
